Il Cinema 3D, nascita, funzionamento e futuro dei film tridimensionali.
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IL CINEMA 3D

Sicuramente avrete notato, negli ultimi tempi, il moltiplicarsi dei film in uscita nelle sale con la desinenza “3D”.
Remake di pellicole passate, o con nuove e fresche sceneggiature create appositamente con l'idea di sfruttare questa particolare caratteristica, i film in 3D stanno vivendo in questi anni una “seconda giovinezza”.
Chi ha una certa età ricorderà sicuramente come le pellicole in 3D, insieme agli immancabili occhiali da mettere al momento dell'inizio del film, solcavano già le sale cinematografiche negli anni 80. Per capire esattamente da dove viene questa tecnologia, come funziona e se sarà il futuro della cinematografia, è importante andare per gradi.

Tecnologie e modalità di funzionamento del cinema 3D

La visione tridimensionale delle immagini si basa sulla visione stereoscopica umana, ossia la visione della stessa identica scena attraverso due distinti obiettivi (gli occhi); il cervello poi unisce le due immagini ed elabora la profondità.
Al contrario di quanto si possa pensare, la tecnologia che rende possibile la creazione e visione 3D delle immagini non è poi così sofisticata, tanto da renderla possibile già verso la metà del ottocento. Per ottenere questo effetto è necessario, in fase di ripresa, catturare la stessa identica scena (foto o video) con due diversi obbiettivi, perfettamente sincronizzati ed angolati, affiancati ad una distanza predefinita. Le due immagini ottenute, che varieranno solo nell'angolatura del soggetto, andranno poi guardate contemporaneamente, posizionate quasi in modo da sovrapporsi. Ad occhio nudo appariranno fuori fuoco, con un effetto di sdoppiamento, questo perchè il nostro sguardo le percepisce contemporaneamente invece di abbinarne una per ciascun occhio. Per riuscire a focalizzare ed indirizzare correttamente i due canali d'immagine vengono in nostro soccorso gli occhiali con le speciali lenti, in grado di indirizzare correttamente le due immagini a ciascun occhio.
Lungo tutto il corso della storia del cinema 3D si è passati da una soluzione tecnica all'altra, dalle più rustiche alle più sofisticate, fino a giungere alle odierne tecnologie presenti nei cinema e nei moderni televisori 3D, commercializzati in questi giorni.
Tra quelle degne di nota vanno menzionate:

- Teleview, il primo sistema per cinema 3D a fotogrammi alternati: si basa sulla proiezione alternata delle due immagini, quella per l'occhio destro e quella per il sinistro. Per fare ciò necessita di due pellicole e due proiettori perfettamente allineati e sincronizzati, che proiettano sullo stesso telo. Questo sistema viene utilizzato nel 1923, per poi essere abbandonato definitivamente negli anni a seguire.

- l'Anaglifo, che rimane tutt'ora il sistema più semplice per la visione di immagini parallele fisse; esso si serve di una sola pellicola a colori, di cui ogni fotogramma incorpora entrambe le immagini necessarie per la stereoscopia. Grazie al filtraggio Rosso/Verde, garantito dalle lenti degli speciali occhiali anaglifici, l'immagine di destra o sinistra, rossa o verde, è poi visibile solo dall'occhio abbinato alla lente del corrispettivo colore. A causa però della scarsa qualità dei colori, dovuta alla de-saturazione apportata dal processo di filtraggio Rosso/Verde, questa tecnica non si è dimostrata adatta per l'alta definizione dei cinema 3D moderni, pur risultato la più economica.

- Luce Polarizzata, è attualmente la tecnologia sfruttata dal cinema 3D moderno, che a sua volta si scinde in sotto-tecnologie distinte (Stereovision, IMAX3D, RealD). Si basa sulla proiezione simultanea sullo stesso schermo di immagini parallele, polarizzate da speciali filtri ortogonali. Grazie poi alle lenti degli occhiali indossati dagli spettatori, polarizzate anch'esse, la luce dell'immagine destra o sinistra viene filtrata, cosicché ogni occhio possa vedere una sola delle due immagini. Il proiettore di sala lavora poi al doppio della normale velocità , permettendo alle due immagini di conservare la velocità standard, in modo che ciascun occhio percepisca lo stesso numero di fotogrammi che vedrebbe in 2D. Uno dei vantaggi maggiori di questa tecnologia, oltre alla qualità dell'immagine, è la possibilità di utilizzare supporti digitali al posto della normale pellicola.

La storia, dalla nascita ai giorni nostri, del cinema 3D


Cinema 3D - immagine tridimensionale

Come già accennato, la tecnologia che permette la visione 3D delle immagini non è una invenzione recente, ma viene dal passato, più precisamente dal lontano 1852, quando il cinema ancora non esisteva. Consisteva per lo più in immagini in bianco e nero fisse, o con movimenti ciclici, proiettate attraverso uno “stereoscopio”, un particolare strumento ottico capace di riprodurre il funzionamento binoculare dell'occhio umano mediante l'utilizzo di due immagini parallele e di due lenti e/o specchi. Grazie ad esse lo spettatore era in grado di focalizzare contemporaneamente le due immagini affiancate.
La vera era dei film in 3D ha inizio negli ultimi anni del ottocento, quando però anche il normale sistema di proiezione era ai suoi primi passi. A causa di questo, prima di poter ammirare il primo film 3D distribuito nelle sale con pubblico pagante bisognerà aspettare il 1922, con “The Power of Love”, visionabile attraverso occhiali per anaglifo e del quale ormai non esiste al mondo nemmeno una copia.
Dopo un primo successo parziale tra gli anni 20 e 30, il boom del cinema 3D avviene nel 1952, con la distribuzione e proiezione del primo film 3D a colori: “Bwana Devil”, proiettato in doppia pellicola con il sistema dei filtri polarizzati. Da qui in avanti il successo e la conseguente produzione di nuovi film 3D, di ogni genere, comincia a crescere, fino a coinvolgere case cinematografiche quali la Disney, la Columbia e la Universal.
Il boom degli anni cinquanta va lentamente affievolendosi negli anni seguenti, dirottando le produzioni verso generi cinematografici più adatti al 3D quali film horror e di fantascienza. Dopo una breve parentesi di rinnovato interesse tra il 1980 e 84, si arriva ai giorni nostri, dove è possibile avvertire un nuovo e crescente interesse per il cinema 3D, presentato quasi come fosse una novità, o per giunta l'evoluzione della cinematografia stessa.

Uno sguardo al panorama presente del cinema 3D

Va ricordato, purtroppo, che il mondo del cinema non abbraccia solo l'arte, ma anche e soprattutto l'intrattenimento. E' per questa ragione che la scelta di produrre un film “ad alto budget”, quale può essere un film 3D, è sempre indissolubilmente legata alla previsione di successo, e relativo incasso, che il film potrà avere. Le tecniche di ripresa e riproduzione 3D sono quindi utilizzate soprattutto per film il cui successo commerciale possa garantire la copertura dei costi di produzione, più elevati rispetto ai normali film 2D di circa il 30%. Questo porta ad una prevalenza di generi nel panorama odierno, soprattutto film di animazione, di azione, o dove è più sentita la ricerca del coinvolgimento sensoriale del pubblico, mediante gli “effetti speciali”.
A causa di questo è possibile notare come la maggior parte dei film prodotti fino ad ora siano principalmente incentrati sull'effetto visuale e sulla spettacolarità delle immagini, trascurando gli altri aspetti che compongono il film, quali trama, regia etc. A parte rari casi, quale il pluripremiato Avatar di James Cameron, il risultato è un prodotto mediocre, scritto e realizzato per valorizzare solo le immagini, o magari un remake di una vecchia sceneggiatura, adatta per ospitare le “immagini fuori dallo schermo”.

Riflessione sul probabile futuro del cinema 3D

Ma allora perché questo successo ? Tanto da spingere grandi case produttrici come Samsung a puntare su questa tecnologia anche per i loro prodotti destinati al mercato del homevideo (TV e Monitor) ?.
Probabilmente è opportuno scindere quel che avviene nelle sale, da quello che avviene fuori. Il mondo del homevideo è relativamente recente, molto più giovane di quello cinematografico, ed al contrario di quest' ultimo, che non si è evoluto più di tanto negli ultimi cento anni, il mercato casalingo ha invece compiuto notevoli cambiamenti nell'arco di poco tempo. Basti pensare alla quantità di formati e supporti che sono entrati e usciti dalle nostre case in poco più di cinquanta anni: dai televisori a tubo catodico, ai pannelli LCD prima, a LED ultrapiatti ora, dai videoregistratori VHS, ai DVD, ai Blueray. La spinta evolutiva che sta avendo questo settore sta portando probabilmente verso la possibilità di inglobare la visione 3D, così come è stato per l'HD, nella nostra quotidianità casalinga e lavorativa. Come l'utenza reagirà alla spinta di questo nuovo aspetto sarà evidente però solo tra qualche anno.
Al cinema invece, gli spettatori, sempre più appartenenti alla generazione “fastfood”, spesso vanno per trovare un momento di svago, che li porti fuori di casa, un momento di sano e puro divertimento che il cinema 3D, così “caciarone”, gli offre.
Per pellicole profonde o impegnate invece lo spettatore non sente il bisogno della stereoscopia, i sensi che questi generi di film vanno a toccare sono molto più profondi di quello visivo, ed il 3D risulterebbe quasi “invisibile”, o addirittura molesto, durante la fruizione dei contenuti.
La storia ci insegna come, al contrario che nel homevideo, i due modi di fare il cinema abbiano viaggiato paralleli, senza sostituirsi l'uno all'altro, offrendo allo spettatore la possibilità di scegliere dove indirizzare il proprio interesse. Se dalla storia dobbiamo dunque imparare, si può affermare che il cinema 3D non è il futuro del Cinema, quanto più è stato, è , e continuerà ad essere, una parte importante nel panorama dell'intrattenimento cinematografico, che acquista o perde di consensi in relazione alla realtà sociale presente in quel determinato “momento storico”.
Solo lo sviluppo tecnologico, che per adesso ancora non ha "rivoluzionato" il settore, riuscirà forse a cambiare la storia del 3D.